Dott. Carlo Fioruzzi

Cosa è l’articolazione del ginocchio 


Il ginocchio è per grandezza la seconda articolazione dello scheletro ed è il punto di congiunzione tra tre ossa: femore, tibia e rotula, è una parte anatomica di grande complessità biomeccanica, ricopre un ruolo fondamentale sia nella stazione eretta sia nel camminare e correre. 
La cartilagine, che riveste i capi articolari, i menischi (una specie di ammortizzatori cartilaginei interposti fra tibia e femore), il liquido sinoviale che mantiene lubrificato l’intero sistema articolare, i legamenti crociati ed i legamenti collaterali permettono una ottima articolarità associata ad una grande stabilità della gamba rispetto alla coscia.

Patologie invalidanti del ginocchio

Può capitare che il corretto funzionamento del ginocchio venga compromesso in maniera grave da varie patologie che determinano l’usura della cartilagine,dei menischi e poi dell’osso determinando dolore, gonfiore, alterazione dell’asse fra tibia e femore e limitazione articolare ingravescente.
 
gonoartrosi primaria: (una delle artropatie più diffuse) consiste in un “invecchiamento precoce“ dell’articolazione con alterazione degenerativa della cartilagine articolare e poi della componente ossea su base genetico–famigliare, di lavoro, di eccessiva attività fisica, di sovrappeso, di alterazioni ormoniche ecc.
Il ginocchio diviene sempre più dolente al carico con escursione articolare sempre più limitata, spesso si deforma progressivamente in varo (gambe storte da fantino) od in valgo (gambe storte ad x) con progressiva limitazione funzionale.

Patologie reomatiche in particolare l’artrite reomatoide. 

Gonoartrosi da esiti traumatici fratture in particolare quelle intra-articolari spesso con residue deviazioni assiali in varo o valgo, lesione dei ligamenti crociati ecc.

Gonoartrosi da esti di ginocchio varo o valgo in cui la alterata geometria articolare fra tibia e femore presente gia in giovane età determina precoce usura (molto calzante ed intuitivo l’esempio delle gomme dell’auto con errata convergenza e conseguente progressiva grave usura).

Gonoartrosi da osteonecrosi femorale o tibiale conseguente ad un deficit di vascolarizzazione arteriosa spesso da sovracarico funzionale e che determina necrosi (cioè morte) del tessuto osseo e conseguente grave alterazione articolare.

Quando è consigliata la protesi di ginocchio? 

In pazienti che soffrono di patologie del ginocchio in stadio avanzato e cronico con grave dolore e limitazione funzionale ormai insensibili a terapie conservative (antiinfiammatori, infiltrazioni e fisioterapia) e non più trattabili con interventi minori (osteotomia, artroscopia, trapianto di cartilagine o di cellule staminali).
Radiografie ed a volte anche TAC ed RMN sono utili per acquisire informazioni sullo stato di degenerazione articolare, ma la cosa essenziale per l’indicazione protesica è la valutazione clinica del paziente dei sui disturbi, dolori e limitazione funzionale e delle sue esigenze ed abitudini di vita. 
Perché abitudini di vita ?: perché a parità di patologia una persona sedentaria infatti richiederà di essere protesizzata ben più difficilmente di una molto attiva. 
Lo specialista dovrà solo consigliare se vi è o no l’indicazione alla protesi senza forzare la volontà del paziente che dovrà essere libero di decidere solo in base ai suoi specifici problemi ed esigenze il tutto ovviamente dopo accurata valutazione anestesiologica per confermare la fattibilità dell’intervento in relazione alle condizioni generali del paziente stesso.

Un buon impianto protesico ha la possibilità di riprodurre il regolare funzionamento dell’articolazione, ripristinando meccanicamente una situazione articolare corretta e ridando una buona qualità di vita.

Come è fatta una protesi di ginocchio?

La protesi di ginocchio è un sistema articolare artificiale realizzato in leghe metalliche e materiali plastici, destinato a “rimpiazzare” in tutte le sue funzioni il ginocchio naturale.

Si distinguono due principali tipologie di protesi di ginocchio:
• protesi totali, dette così perché sostituiscono l’intera articolazione malata : femore ,tibia e rotula
• protesi monocompartimentali, che invece sostituiscono un solo comparto articolare mediale o laterale 
In entrambi i casi, queste protesi ortopediche sono costituite da 3 distinte componenti:
• la componente femorale metallica;
• la componente tibiale metallica;
• la componente intermedia in materiale plastico fisso o mobile;
• la componente rotulea in materiale plastico che non si utilizza sempre 
Gli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni dall’ingegneria biomedica hanno portato ad una netta evoluzione degli impianti protesici di ginocchio che ha interessato la morfologia dei modelli, l’ottimizzazione delle componenti e la qualità dei materiali il tutto al fine di ottenere una funzionalità ed una durata sempre maggiore.
In alcuni casi, a fronte di allergie al cromo, cobalto e nichel si può ricorrere all’impiego di protesi con particolare trattamento di superficie anallergico.
Per il loro particolare design, i nuovi sistemi protesici permettono una escursione articolare post operatorie ed una stabilita ben superiore rispetto al passato. In alcuni pazienti, soprattutto sotto i trentacinque anni, oggi è possibile impiantare un tipo particolare di protesi “ad alta flessione” in grado di rispondere meglio alle esigenze funzionali di un soggetto giovane e attivo.

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Protesi di ginocchio

La protesi di ginocchio sostituisce le superfici articolari del femore, della tibia e della rotula completamente usurate dalla degenerazione artrosica e al contempo permette di correggere i gravi vizi dell'asse fra femore e tibia che spesso sono la causa della patologia in atto.


Come si svolge un intervento di protesi di ginocchio

Prima di sottoporsi a un intervento di chirurgia protesica di ginocchio è necessario effettuare alcuni esami preliminari di routine come analisi di sangue e urine, elettrocardiogramma, radiografia del torace ed una accurata valutazione anestesiologica per la valutazione del rischio operatorio (che esiste per qualsiasi intervento ed a maggior ragione per un intervento di questa entità).

La durata dell’intervento è di circa 1-2 ore anche se complessivamente il paziente rimane in sala operatoria per un tempo ben maggiore, per consentire prima un’adeguata preparazione anestesiologica. Di solito si utilizza una anestesia peridurale (anestesia solo dell’arto interessato) raramente la generale e dopo una corretta gestione del risveglio con un accurato monitoraggio dei parametri vitali e del drenaggio.

L’obiettivo dell’intervento chirurgico di protesi del ginocchio è ottenere un allineamento ottimale con un impianto che risulti ben bilanciato e garantisca un soddisfacente arco di movimento al nuovo ginocchio.
Questo si ottiene usando accuratamente un complesso strumentario (che può essere anche computer-assistito) che ci permette un’ottima correzione dell’asse anatomico dell’arto con buon bilanciamento capsulo legamentoso.
 
Durata della protesi di ginocchio
Statisticamente dopo 15 anni dal loro impianto più del 95% delle protesi sono ancora in grado di funzionare bene. In alcuni casi può verificarsi la necessità di eseguire un intervento di revisione o sostituzione della protesi totale o di una sua componente in caso di usura precoce o scollamento.


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Protesi di ginocchio di 15 anni

In questa immagine radiologiva di protesi di ginocchio a 15 anni l'aspetto radiologico è perfetto e così anche quello clinico.

La durata degli impianti protesici di ginocchio (come qualsiasi altro tipo di protesi) non è assicurabile in quanto legata ad un'infinità di fattori, molti dei quali anche soggettivi, ma esistono molti casi, con ottimo risultato, ad oltre 20 anni dall'intervento.



Recupero post-operatorio, fisioterapia, riabilitazione della protesi di ginocchio
E’ una fase essenziale infatti con l’atto chirurgico diamo al paziente una nuova articolazione, ma questa non si muove da sola ma con dei motori rappresentati dai muscoli e tendini. 
Tali strutture vanno assolutamente rieducate specie se il periodo pre chirurgico di dolori e limitazione articolare è stato particolarmente lungo e le ha rese ipotrofiche, contratte ed anelastiche. 
Si inizia nella stessa giornata dell’intervento una leggera mobilizzazione a letto con l’aiuto del fisioterapista. In seconda giornata post operatoria il paziente può iniziare ad alzarsi e camminare in autonomia, assistito dai bastoni canadesi. Nella maggior parte dei casi, dopo 4 o 5 giorni, il paziente può proseguire la rieducazione a domicilio o meglio in un centro rieducativo se possibile sotto controllo diretto del chirurgo operatore. 
A seconda della gravità della situazione di partenza e della collaborazione del paziente la rieducazione può variare dai 30 ai 60 gg.
Per il primo mese post operatorio, si raccomanda l’uso dei bastoni canadesi.
Andrà eseguito un controllo RX a 1, 3, e 6 mesi dall’intervento e poi sempre una volta l’anno.

Ottima articolarità oltre i 120°

Ritorno alla normalità con la protesi di ginocchio
Di solito nell’arco di due mesi è possibile riprendere la maggior parte delle normali attività quotidiane. I tempi d’attesa per il ritorno al lavoro dipendono molto dal tipo di attività che si svolge: un impiego d’ufficio non richiederà più di trenta giorni di convalescenza, mentre per tornare a svolgere un lavoro caratterizzato da sforzo fisico o da lunghe ore in piedi potrà volerci più tempo. Dopo 30-40 giorni circa la maggior parte dei pazienti può nuovamente guidare l’auto con serenità.
Dopo 2/3 mesi circa, a seconda delle peculiarità dei diversi pazienti, sarà possibile riprendere tranquillamente a fare passeggiate, a marciare e a praticare un’attività fisica moderata
Come regola generale è bene non cimentarsi mai in sports che possano sollecitare eccessivamente l’impianto protesico: ad esempio sono da evitare sci, equitazione, calcio, pallavolo e pallacanestro. Bene invece nuoto, bicicletta, yoga, ginnastica leggera 
La ripresa dell’attività lavorativa può avvenire già dopo 4/6 settimane se il paziente svolge un lavoro sedentario d’ufficio o dopo 3 mesi per lavori pesanti che implicano lo stare per molte ore in piedi o situazioni di sforzo (scarico, carico, movimentazione di pesi). Il rendimento completo del ginocchio è ottenuto non prima del 6° mese post operatorio. 

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